Per saperne di più su Yourtopia

Come funziona?

Misurare il progresso sociale è complicato: ci sono così tante variabili da considerare! E tutti i metodi per integrare queste variabili in un unico indice sono metodologicamente confutabili. Ma la comunità di internet ha una forza che nessun governo o organizzazione internazionale possiede: te! Se fosse possibile mettere insieme tutti gli utenti di internet, la loro intelligenza collettiva potrebbe risolvere problemi economici complessi. Yourtopia rappresenta uno di questi approcci collaborativi. Yourtopia dà un ranking alle regioni italiane analizzando un mix di indicatori sociali ed economici che proprio tu - navigatore - puoi scegliere. Ci permetterà di capire, guardando ai dati e non ai luogi comuni, cosa ci divide e cosa ci unisce, e quali sono i problemi sociali che, secondo i cittadini italiani, vanno affrontati per primi. Selezionando gli indicatori, e dicendo ad Yourtopia quanto questi siano importanti, in relazione fra loro, tu collabori con tutti gli altri utenti per costruire il primo indice composto dello sviluppo regionale costruito senza nessuna assunzione arbitraria in merito a ciò che è più importante. Inoltre, ci aiuti ad analizzare il progresso sociale in un momento in cui l'Italia sta affrontando riforme sostanziali, ed è importante vedere quali sono le differenze nel paese.

Perché saperne di più sugli indicatori di progresso

Considerando la gravità dell'attuale crisi, e la portata delle riforme strutturali necessarie, è importante controllare gli squilibri sociali in Italia. Controllare questi cambiamenti è importante per gli italiani del nord e del sud per essere certi che queste disuguaglianze non vadano fuori controllo mentre si riforma il paese. Ed è altrettanto importante per gli altri europei conoscere la situazione italiana a fondo, osservando varie dimensioni del progresso e non soltanto i titoli di giornale sui problemi di bilancio

Non si possono controllare le differenze senza aprirsi di più!

C'è bisogno di maggiore fiducia per cooperare di più nelle politiche economiche. Ma la fiducia arriva solo se aumenta la trasparenza: gli italiani del Nord devono poter accedere semplicemente ad informazioni sullo sviluppo del Sud basate sui fatti e non sugli slogan. Allo stesso modo, è importante che i cittadini dei paesi del Nord Europa capiscano la situaizone italiana per conoscere quali sono i bisogni e quali le capacità di zone d'europa in questo momento in difficoltà. Gli Open Data hanno il ruolo fondamentale di stabilire questa trasparenza e quindi costruire maggiore fiducia. Solo così potremo superare insieme il doppio divario fra Nord e Sud che esiste in Italia ed in Europa, e muoverci insieme verso un maggiore progresso.

Gli Indicatori

1. Tasso d'occupazione

Il tasso di occupazione della popolazione tra i 20 e i 64 anni è uno degli indicatori previsti dalla strategia Europa 2020 per lo sviluppo e l’occupazione. L’indicatore serve a valutare la capacità di utilizzare le risorse umane disponibili e rappresenta quindi una misura della forza strutturale di un sistema economico. Il tasso di occupazione 20-64 anni si ottiene dal rapporto tra gli occupati e la popolazione complessiva nella stessa classe di età. Secondo l’indagine sulle forze di lavoro, armonizzata a livello europeo, una persona è definita occupata se, nella settimana di riferimento, ha svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura oppure è stata assente dal lavoro (ad esempio per ferie, malattia, cassa integrazione), ma ha mantenuto il posto di lavoro o l’attività autonoma. Fonte

2. Disoccupazione di lungo periodo

Le convenzioni internazionali definiscono come disoccupato di lunga durata una persona in cerca di occupazione da almeno un anno (12 mesi). La persistenza degli individui nello stato di disoccupazione non solo costituisce un grave problema sociale, ma rappresenta anche un segnale del distorto funzionamento del mercato del lavoro. Fonte

3. Indice di dipendenza

L’indice di dipendenza si ottiene dal rapporto fra la popolazione in età non attiva (da 0 a 14 anni e da 65 anni e oltre) sulla popolazione in età lavorativa (da 15 a 64 anni). Tale rapporto, che viene generalmente moltiplicato per cento, misura il carico demografico sulla popolazione in età attiva. Valori superiori al 50 per cento indicano una situazione di squilibrio generazionale. Fonte

4. Studenti universitari

La percentuale della popolazione fra i 20 e i 24 anni impegnata nell'educazione terziaria a livello regionale. L'educazione terziaria include sia programmi di studio teorici finalizzati alla ricerca e ad attività professionali altamente qualificate che programmi che richiedono lo stesso livello di competenze ma sono più orientati allo sbocco diretto nel mercato del lavoro. Fonte

5. Abbandono scolastico

L’indicatore del tasso di abbandono scolastico individua la quota di popolazione in età 18-24 anni che ha abbandonato gli studi dopo aver conseguito la licenza media e che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di almeno due anni e non sta nemmeno frequentando altri corsi scolastici o attività formative. Fonte

6. Neets

L’indicatore individua la quota di popolazione in età 15-29 anni che non è occupata o inserita in alcun percorso di istruzione o formazione (i cosiddetti Neet: Not in Education, Employment or Training). Questo gruppo di giovani che è stato fuori dal mercato del lavoro o dal sistema educativo per periodi prolungati di tempo può trovare grandi difficoltà nella ricerca del lavoro. Nel 2010, in Italia più di due milioni di giovani (22.1 per cento della popolazione fra i 15 ed i 29 anni) è in questa condizione. La proporzione di Neet è più altra fra le donne(24.9 per cento) che fra gli uomini (19.3 per cento). Fonte

7. Utenti interent

Per utenti di Internet si intendono le persone di 6 anni e più che si sono collegate in rete, indipendentemente dal possesso effettivo di un accesso ad Internet. I dati presentati sono stati raccolti con il modulo armonizzato a livello europeo sull’utilizzo delle nuove tecnologie (Comunity survey on ICT usage in households and by individuals) e contenuto nell’indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”. Fonte

8. Ricercatori

La definizione di personale addetto alla R&S adottata a livello internazionale è quella riportata nel Manuale Ocse-Eurostat (Manuale di Frascati) che codifica i metodi per la rilevazione statistica delle attività R&S. Il personale addetto alla ricerca viene misurato in termini di “unità equivalenti a tempo pieno”. Queste ultime consentono di valutare il contributo effettivo degli addetti all’attività R&S nella Pubblica amministrazione, nelle università, nelle imprese e nelle istituzioni private no profit. Oltre ai ricercatori, fanno parte del personale addetto alla ricerca pure i tecnici ed il personale ausiliario. Nelle tabelle presentate gli addetti, misurati in unità equivalenti a tempo pieno, sono rapportati alla popolazione media residente nell’anno. Fonte

9. Richieste di brevetto

Uno dei principali indicatori di output con cui viene misurata l’attività innovativa di un paese è dato dal numero di brevetti registrati. Questi vengono desunti da fonti amministrative e, grazie alla presenza di uffici internazionali di brevetti, quali l’Ufficio europeo dei brevetti (European Patent Office, Epo) e quello statunitense (United States Patent and Trademark Office, Uspto), i dati confrontabili sono disponibili per numerosi paesi e in serie storiche lunghe. Tuttavia, l’output dell’attività innovativa tende a essere sottostimato da questo tipo di indicatore nei paesi che, come l’Italia, sono caratterizzati da piccole dimensioni d’impresa e da una specializzazione in settori a bassa tecnologia. L’Italia nel 2007 ha presentato all’Epo oltre 4.800 richieste di brevetto. Fonte

10. Mortalità infantile

Il tasso di mortalità infantile si ottiene dal rapporto fra i decessi di bambini nel primo anno di vita ed il numero di nati nello stesso anno solare. I decessi in questa fascia di età sono dovuti principalmente a cause cosiddette endogene, cioè legate alle condizioni della gravidanza e del parto o a malformazioni congenite del bambino. Le cause esogene contribuiscono alla mortalità dei bambini nel periodo post-neonatale sono di solito dovute a patologie legate a carenti condizioni igieniche, servizi sanitari non adeguati e difficilmente accessibili, alimentazione inadeguata, incidenti e intossicazione. Fonte

11. Malattie croniche

Questo indicatore mostra la percentuale di persone che si sono dichiarate affette da malattie croniche nell'Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" condotta dall'ISTAT Fonte

12. Salute

La percentuale di popolazione, con età superiore ai 14 anni, che si è dichiarata molto soddisfatta o abbastanza soddisfatta del proprio stato di salute nell'Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" condotta dall'ISTAT. La soddisfazione dei cittadini per gli aspetti della propria vita è un importante indicatore del progresso sociale. Fonte

13. Amicizia

Si tratta di una misura delle attività e delle reti sociali. Viene costruita in base alle dichiarazioni sulla frequenza con cui si incontrano gli amici nel tempo libero fra le persone con più di 6 anni che hanno partecipato all’indagine multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana” che rileva, con cadenza annuale, aspetti fondamentali della vita quotidiana e dei comportamenti delle famiglie in Italia. Fonte

14. Matrimonio

Il quoziente (o tasso) generico di nuzialità è il rapporto tra i matrimoni celebrati nell'anno di riferimento e la popolazione media residente dello stesso anno. In Italia il quoziente di nuzialità nel 2009 è pari a 3,8 matrimoni ogni mille abitanti. Se si considera l’andamento del fenomeno a partire dal 2004 (anno in cui l’ammontare complessivo dei matrimoni era pari a circa 249 mila), con la sola eccezione del 2007, si assiste ad un calo costante fino ad arrivare ai circa 231 mila matrimoni del 2009. Continua, invece, l’andamento crescente della percentuale di matrimoni civili: si passa dal 31,9 per cento del 2004, al 37,2 per cento del 2009. Fonte

15. Separazioni e divorzi

Il tasso di separazione è il rapporto tra il numero di separazioni concesse nell’anno di riferimento e la popolazione media residente nello stesso anno. Fonte

16. Ineguaglianza di reddito

L’indice di concentrazione di Gini è una misura sintetica del grado di diseguaglianza della distribuzione del reddito ed è calcolato sui redditi familiari equivalenti, cioè resi comparabili mediante l’applicazione di una scala di equivalenza che tiene conto della diversa composizione delle famiglie. Questo indice è pari a zero nel caso di una perfetta equità della distribuzione dei redditi, nell’ipotesi cioè che tutte le famiglie ricevano lo stesso reddito; è invece pari a uno nel caso di totale diseguaglianza, nell’ipotesi che il reddito totale sia percepito da una sola famiglia. Fonte

17. Situazione economica

La percentuale di popolazione, con età superiore ai 14 anni, che si è dichiarata molto soddisfatta o abbastanza soddisfatta della propria condizione economica nell'Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" condotta dall'ISTAT. La soddisfazione dei cittadini per gli aspetti della propria vita è un importante indicatore del progresso sociale. Fonte

18. Povertà relativa

L'incidenza della povertà rappresenta la proporzione di famiglie con un reddito pro capite al di sotto della soglia di povertà. La povertà è fortemente associata al territorio, alla struttura familiare (in particolare alla numerosità dei componenti e alla loro età), a livelli di istruzione e profili professionali poco elevati, oltre che all’esclusione dal mercato del lavoro. Una famiglia viene definita povera in termini relativi se la sua spesa per consumi è pari o al di sotto della soglia di povertà relativa, che viene calcolata sui dati dell’indagine sui consumi delle famiglie. L’intensità della povertà indica, in termini percentuali, quanto la spesa media mensile delle famiglie classificate come povere sia al di sotto della linea di povertà. Fonte

19. Elettricità verde

L’indicatore misura il contributo delle fonti rinnovabili al soddisfacimento del consumo interno lordo di elettricità ed è calcolato come rapporto tra la produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili e i consumi interni lordi di energia elettrica. Il consumo interno lordo di energia elettrica è uguale alla produzione lorda di energia elettrica più il saldo degli scambi con l'estero e con le altre regioni. Sono considerate fonti rinnovabili l’idrica da apporti naturali, la geotermica, la fotovoltaica, l’eolica e quella derivante da biomasse. Fonte

20. Raccolta differenziata

Rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata - Questo indicatore è ottenuto dal rapporto fra la quantità di rifiuti municipali differenziati per tipo e natura di modo da facilitare il trattamento di riciclaggio sul totale di rifiuti municipali. La legge italiana ha indicato degli obiettivi per la raccolta differenziata ed il riciclo: il 45 percento del totale entro la fine del 2008, il 50 per centro entro il 2009, il 60 per cento entrp il 2011 e il 65 per cento negli anni successivi. Fonte

21. Qualità dell'aria

La percentuale di famiglie che dichiara la presenza di problemi relativi all'inquinamento dell’aria e agli odori sgradevoli nella zona in cui abitano viene stimata con i dati dell’indagine multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana” che rileva, con cadenza annuale, aspetti fondamentali della vita quotidiana e dei comportamenti delle famiglie in Italia. L’indicatore riporta la percentuale di famiglie che dichiarano i problemi relativi alla qualità dell’aria “molto o abbastanza” presenti. Fonte

22. Omicidi

Diminuiscono ulteriormente gli omicidi volontari consumati, compresi quelli commessi dalle organizzazioni criminali di tipo mafioso. Nel codice penale italiano, l’omicidio è il primo reato contemplato tra i delitti contro la persona (art. 575); è punito con la reclusione non inferiore a 21 anni. Sono disciplinati separatamente, in articoli successivi, l’infanticidio, l’omicidio del consenziente, l’omicidio preterintenzionale e quello colposo. Negli omicidi commessi per motivi di mafia si includono quelli commessi da associazioni di tipo mafioso, cioè composte da persone che si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti e altre attività illecite. Nei confronti europei, il dato relativo all’Italia comprende oltre gli omicidi volontari consumati, i preterintenzionali e gli infanticidi. Fonte

23. Sicurezza nel quartiere

La percentuale di famiglie che dichiarano la presenza di criminalità nella zona in cui abitano viene stimata con i dati dell’indagine multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana” che rileva, con cadenza annuale, aspetti fondamentali della vita quotidiana e dei comportamenti delle famiglie in Italia. L’indicatore riporta la percentuale di famiglie che dichiarano il rischio di criminalità “molto o abbastanza” presente. Fonte

24. Furti

Commette furto (art. 624 c.p.) “chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri”. Nel 2001 è stato introdotto nel codice penale l’art. 624 bis che disciplina il furto in abitazione e il furto con strappo, tipologie che erano in realtà già previste in precedenza come aggravanti del furto generico. Il furto con strappo, o scippo, implica un’azione violenta (lo strappare qualcosa dalle mani di un altro) rivolta però verso l’oggetto e non la persona (in caso contrario si tratterebbe di una rapina). Fonte

Dagli Open Data alla Conoscenza Aperta

Ma liberare i dati è solo un primo passaggio: per trasformare l'apertura in trasparenza, i dati devono essere comprensibili. E non si tratta semplicemente di migliorarne la visualizzazione. Per questo Yourtopia offre strumenti che elaborano e integrano l'informazione, affinché tu possa avere una tua visione del progresso in Italia

Alcune iniziative che hanno fatto questo errore

Di recente, numerosi paesi e organizzazioni internazionali hanno promosso iniziative di misurazione del progresso sociale attraverso indici composti (Olanda [1], Regno Unito [2], Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo [5], OCSE [4], Germania [5]). L'idea era quella di presentare diverse dimensioni del progresso sociale, ma senza semplificare troppo l'analisi mettendo tutte le serie di dati in un unico indice. Questa metodologia è stata però criticata proprio perché non aumenta la trasparenza: la creazione di indici composti richiede che vengano fatte delle assunzioni su quanto peso dare ad ogni serie di dati inserita nell'indice. Queste assunzioni o sono arbitrarie o riflettono un giudizio di valore che non è detto corrisponda a quello della popolazione. Così, ad un livello generale, la trasparenza delle politiche pubbliche potrebbe essere inferiore a quella che si spera di raggiungere con gli open data. I dati non elaborati, da soli, possono essere un po' troppo complessi, ma comprimere troppe tendenze sociali in un unico numero necessita un giudizio a priori che lascia sì i dati aperti, ma rende il processo alla base della loro creazione chiuso ai cittadini.

Come Yourtopia risolve questi problemi

Anche Yourtopia costruisce un indice composto - combinando diverse dimensioni del progresso in Italia - ma senza assunzioni arbitrarie! (PICTURE, CAPTION: Uniamo l'accessibilità dei grandi dati alla trasparenza necessaria perché la conoscenza sia aperta, sfruttando l'intelligenza collettiva della rete per decidere cosa conta di più). Noi vogliamo costruire un indice composito con voi navigatori, utilizzando le vostre preferenze. La scelta degli indicatori ed il loro peso vengono così determinati attraverso l'intelligenza collettiva della rete. Sei tu che navighi su questo sito a decidere quali sono gli indicatori e qual è la loro importanza relativa attraverso un divertente quiz, creando così risultati individuali in ogni regione del paese. Se chi guarda all'indice può anche costruirlo, possiamo superare tutti i problemi degli indici composti: sei tu a scegliere i valori che preferisci, quindi tutte le ipotesi iniziali sono aperte e chiare.

Le ipotesi iniziali sono decise democraticamente, non in maniera arbitraria

Yourtopia chiede ad ogni visitatore quale indicatore è per lui più importante, e quanto, così gli indicatori che vengono integrati nell'indice riflettono le sue preferenze, e non le preferenze del programmatore. Le decisioni di tutti gli utenti vengono poi integrate secondo il principio di una persona-un voto. Si ottiene così l'indice collettivo di tutti gli italiani che partecipano alla prima misurazione multidimensionale del progresso nelle regioni italiane

Opportunità di ricerca

Yourtopia genera nuovi dati che riflettono le variazioni regionali nel modo in cui i cittadini intendono il progresso, e su quelli che ritengono gli indicatori più adatti: un messaggio importante per il dibattito pubblico! Finalmente non sei più solamente un ricettore di informazione, ma parte di un processo di scambio di informazione.Tu partecipi ad un progetto di ricerca che ci permette di capire meglio come la società può misurare il suo progresso. [Vuoi saperne di più sul contributo di Yourtopia alla teoria economica e politica?: Link to http://wiki.okfn.org/ProgressVote]

Conclusione

In un momento in cui molti governi europei costruiscono indici del progresso che cadono in vecchie trappole metodologiche e rischiano di essere arbitrari, Yourtopia può dare all'Italia una misura di progresso sociale nelle regioni che è metodologicamente robusta e fondata su meccanismi democratici. Inoltre, Yourtopia ci dà l'opportunità di capire meglio le differenze fra le regioni nel passato, e di fondare la discussione sui problemi Nord-Sud sui dati, e non sugli slogan. Aldilà degli indicatori finanziari, infatti, bisogna tener conto anche di trend sociali che possono aumentare il divario e che bisogna affrontare insieme.

Prossimi passi

Yourtopia oggi può mostrarci le tendenze prima delle attuali riforme. Con l'aiuto di Apps4Italy noi speriamo di continuare a creare, con la collaborazione del popolo della rete, un indicatore di progresso basato su dimensioni geograficamente ed economicamente più ampie di quelle normalmente considerate nei media. Nei progetti futuri, vogliamo estendere Yourtopia a gli altri paesi europei, per mostrare come l'intero continente è entrato e sta affrontando la crisi. Ci interessa capire quali sono i trend che divergono nelle varie regioni, e capire quali sono le questioni prioritarie da affrontare insieme. Grazie a voi utenti, adesso possiamo offrire una misura innovativa e aperta del progresso.

Chi ha creato Yourtopia

Marian Steinbach: UX design, development, Rufus Pollock: co-fondatore, OKFN; Velichka Dimitrova, Economics Project Coordinator, OKFN Dirk Heine: Project Coordinator - development economics, Rosamaria Bitetti: Project Coordinator - Italy and legal issues. Un ringraziamento speciale: Guo Xu, Giacomo Luchetta, João Pedro Cruz, David Raznick, Alex Cooper e a tutti i partecipanti dell'Open Economics Hackday del 28 gennaio 2012